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S. Maria Cleofe

Nel 1913 l'allora Presidente del Pio Sodalizio della Morte, desiderando donare all'Arciconfraternita l'immagine di una delle tre Marie, presenti alla Grande Tragedia, volle personalmente incaricare Giulio Cozzoli affinché potesse realizzare una statua raffigurante Maria Cleofe.
Terminato il lavoro, l'immagine fu portata in processione nell'anno 1914, ma per motivi a noi non noti, la statua riuscì più alta della Veronica. All'artista questo inconveniente provocò una sofferenza interiore, un profondo disagio, un qualcosa a cui si doveva porre subito rimedio. Ritenne, per questo, opportuno correggere l'inconveniente.
Il Cozzoli, creò l'immagine di una donna, dal volto arrossato e dalle palpebre gonfie per aver' assai pianto, donandole un volto realistico, esemplarmente umano; una donna intenta a contemplare la corona di spine e i chiodi, rappresi di sangue, che hanno trafitto le mani e i piedi di nostro Signore Gesù Cristo.
L'opera si caratterizza, anche, per il dolce accostamento dei colori: l'azzurro intenso della veste, il delicato colore del manto ed il viola intenso del turbante, conferiscono alla figura una pregevole e squisita finezza.




- Testo tratto dal sito dell' Arciconfraternita della Morte.



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