Ritorna al sito

La Pietà

La vecchia statua lignea del Cristo Morto, in grembo alla Vergine Maria, ormai corrosa dal tarlo, non era ritenuta dal Cozzoli rispondente alla solenne processione.
L'artista pensò, dunque, che una nuova immagine avrebbe dato maggiore splendore, maggiore decoro al simulacro più venerato nella processione del Sabato Santo: La Pietà.
Incominciò, quindi, a studiare la nuova immagine, plasmò alcuni bozzetti, ma nella tarda estate del 1906 fu costretto ad interrompere l'opera per realizzare la statua raffigurante la Veronica. Terminato il lavoro, Giulio Cozzoli si preoccupò di portare a termine la nuova immagine del Cristo. Per questo si portò più volte, al cimitero onde poter studiare i corpi inanimati, inerti nell'abbandono della morte.
Dagli schizzi lì fatti, successivamente elaborati e tradotti nel bozzetto definitivo, venne fuori la struggente immagine del Cristo Morto, che venne portata, per la prima volta, in processione nella Pasqua del 1908, conferendo alla compagine una più alta valenza artistica. Anche il volto della Madonna, rigato dalle lacrime, con gli occhi arrossati e tumidi, subì un lieve ritocco. Lo scultore, arricchendolo di minuti particolari, volle donargli una più intensa espressione di dolore, esplicitando il dolore, tutto terreno, di una madre cui hanno torturato ed ucciso il figlio.
Apportò, inoltre, efficaci modifiche all'intera composizione; realizzò un masso con ampia base su cui far sedere la figura della Madonna e fissare la Croce, che si erge alle sue spalle. Con queste importanti modifiche, arricchita dalla luttuosa veste e l'ampio manto nero, sfarzosamente adorni di ricami in oro, dalla pregiata Croce di legno, dagli eleganti lumi d'argento, la composizione del gruppo "La Pietà" risultò più armoniosa, più elegante nelle forme, rivalutata nella sua interezza.
.



Image and video hosting by TinyPic
clicca sulla foto per aprire l' album fotografico sulla Pietà
N.B. - Tutte le foto sono proprietà esclusiva dell' autore dott. Franco Stanzione ed è vietato riprodurle senza il suo consenso e/o omettendo di citarne la fonte.

Ritorna al sito